Alone in the dark (film)

da Mastollo, l'enciclopedia del pulito

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Lo'oris

Il presupposto, avendo visto il trailer, era già sconfortante: come qualcuno disse qui mesi addietro "Non è alone, e non è in the dark!!!". Avendo dunque già messo una pietra sopra su ogni attinenza con lo storico videogioco, mi aspettavo di crogiolarmi in una tamarraggine fantasiosa e stupidotta che non ti fa rimpiangere di non essere rimasto a casa a spalmarti il ketchup sulle unghie.

Dannati presupposti, sono i capostipiti di tutte le fregature. Ci sono cose che vanno oltre la comprensione, oltre l'umanità, oltre il perdono.

Protagonista - "Dietro questa porta potrebbe esserci la risposta che attendo da una vita"

Tizio - "Dobbiamo aprirla?"
Spalla - "Ci sono porte che non vanno aperte"

Protagonista - "Ok non la apriamo"

Arriva il cattivo, apre la porta e i buoni lo uccidono. La porta rimane aperta. I buoni entrano, come fosse la cosa più naturale del mondo, senza dire "ba".

Dialoghi così infimi e innaurali, così stupidi oltre ogni dire, così ammorbanti e inumani, che riescono perfettamente a adagiarsi in un mistico connubio con una storia insulsa, dove accadono cose senza buone ragioni, dove i personaggi si comportano in modo a loro stessi incomprensibile, senza neanche la scusa che c'era scritto così sul copione, perchè in un film del genere il copione non c'era, ne sono sicuro.

Personaggi casuali che si comportano in modo causale, sparando battute letterlamente prese a caso da un qualunque testo e messe lì. O zitti quando ci si aspetta che dicano una cosa, qualunque cosa. Secondo me questo film non è stato girato, ma è un montaggio delle scene avanzate da Aliens contro Predator, Starship Troopers, Blade III, e un cifro di altre cose che non c'entrano nulla con qualunque cosa stesse nella mente del fortunato spettatore.

Sì, fortunato, perchè questo film è un esperimento all'avanguardia. Per non rischiare di risultare prevedibile, la scelta è stata "facciamo una storia che procede completamente a caso, senza ragione". Stessa cosa appunto con le battute. Hanno scritto tot frasi sui foglietti, e di volta in volta le estraevano per sapere cosa dovevano dire. Il problema è che gli attori erano stupidi e se le dimenticavano pure, improvvisando e aggiungendo dunque quel tocco di genuinità tipico dei coltivatori diretti di frutta sovietica.

E se pensate che questa mail sia scritta in modo confuso, o brutto, vuol dire che non avete la minima idea di cosa vi aspetta se vi azzardate a vedere questo lungometraggio d'autore.






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