Danny the dog
da Mastollo, l'enciclopedia del pulito
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tankboy
Danny [Jet Li] è un vero one man band da rissa, in grado di sbaragliare da solo venti o trenta squatter di Kenshiro prima che questi possano gridare "Il villaggio è nostro!", addestrato a combattere sin da piccolo. Il suo presente è seguire lo "zio" Bart [Bob Hoskins], personaggio parecchio losco che lo considera il proprio mastino, soluzione ultima da riversare verso chi non intende pagare. Basta che Bart sciolga il collare di Danny che questo, fino ad allora mansueto come un cucciolo, fa più danno di dieci lupi messi assieme. Il suo passato è confuso, di più, è un mistero quanto quello di Wolverine [prima che recuperasse la memoria]. Poi un giorno incontra Sam [Morgan Freeman], un vecchio cieco che accorda pianoforti, e...
Diretto da Louis Leterrier e sceneggiato - per citare Fausto - a colpi di accetta da Luc Besson, questo film è ben più di quello che ci si potrebbe aspettare. Non è certo un film tutto cazzotti e sfoggio di muscoli ma ha una grana più fine, fatta di successi, ricordi e crescita interiore, del potere curativo della musica, del riscatto dell'uomo dall'animale, o meglio, dalla bestia. Nessun massimo sistema filosofico alla base, ma di certo un film che non si può definire vuoto. Un film che mi sento quasi di poter accostare al capolavoro Ghost Dog, di Jim Jarmush...quasi [e non certo per il "Dog" che sta nel titolo].
Certe soluzioni sono piuttosto interessanti e ben riuscite, soprattutto certe soluzioni di montaggio, come il gioco di rimandi tra presente e flashback di una delle ultime scene. E in ogni caso le risse restano "piacevoli"...altro che Matrix.


