Dottor T
da Mastollo, l'enciclopedia del pulito
Il Dottor T, come amichevolmente lo chiamano i suoi colleghi, è un elemento bizzarro ed al contempo di indicibile utilità sociale. Nasce molti secoli fa a Firenze per volere di un dio malevolo e di una fatina dalle strabordanti poppe. Si laurea in tempi dignitosi in ingegneria meccanica e decide di dedicare la sua vita alle macchine da corsa, nel vano tentativo di entrare in quel giro che porta, senza sprechi di fatica, alla pheega. Si rende presto conto che la strada è impervia. Decide allora di viaggiare un po' per il mondo, dimorando per diversi mesi nel lontano nord, dove tutte son belle ed amanti golose. AH! Folgorato ma non domo torna in patria ed inizia il doppio lavoro: ingegnere di giorno e mescitore di liquori la notte.
Il suo lavoro notturno e l'attitudine mai domata di nerdone giocatore di ruolo lo portano ad incontrare mille esseri strani e dalle bizzarre abitudini. Come non menzionare Mio Cuggino, Il Panda o Stè (anche noto come Pausa Merda o Mantrugio), per non parlare del Perito o del goliardico Cicco. Tutte queste persone costellano l'universo del Dottore, donando notevoli perle di saggezza.
Ricordiamo di interesse notevole l'incontro fra il Dottore e la divinità terrena nota come Lo'oris. I due intavolarono una notevole e profonda discussione poichè il Dottore sosteneva che Lo'oris fosse un grande mangiatore di spade (intese come peni) mentre il secondo si difendeva ostentando la sua vaga appendice.
L'origine del Nome
Tutto nacque un giorno quando il "Tommino", ovvero ciò che era all'origine il Dottore, si presentò nell'officina dove dormivano le sue macchine da corsa, pronto per lavorare sui bolidi. Lo sventurato ragazzo (al tempo non ancora divino), per salvaguardare le sue mani dalle varie untuosità, indossava dei guanti di lattice simili a quelli dei proctologi. Fu grande la risata quando gli operai lo videro entrare e, dimenticandosi chi lì dentro fosse l'Ingegnere, si buttarono a "buco billonzi" gridando in coro "Dottore, Dottore, esamina sto buco di culo!".
La "T" in fondo fu aggiunta per vana decenza.
Lui dice
— Dottor T
— Dottor T, lavando il bancone a fine serata

